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Sezione: News

Disney+ è realtà: arriverà in Italia nei primi mesi del 2020!

È stata una grande notte, quella appena passata, per la Walt Disney Company. Finalmente, infatti, il servizio streaming più atteso e su cui più si è vociferato negli ultimi mesi, è stato presentato! Disney+ sarà presto realtà e darà del filo da torcere ai suoi concorrenti.

Dal 12 novembre 2019, Disney+ sarà realtà

Arriverà in Europa ed in Italia nei primi mesi del 2020, ma già dal 12 novembre 2019 il servizio streaming firmato Disney sarà disponibile negli States. Il giorno del suo lancio, Disney+ potrà vantare un catalogo di tutto rispetto, creato da tutti gli Studi che fanno capo alla Disney: Marvel Studios, Lucasfilms, Pixar e National Geographic si incontreranno in un solo luogo. Ma non solo! Con la recente acquisizione della Fox da parte della Disney, il nuovo servizio in streaming conterrà, per cominciare, tutte e trenta le stagioni dei Simpson. Un’ottima tecnica per attirare anche i non fan Disney. Disney+ non sarà quindi pensato solo ed esclusivamente per bambini ed adolescenti, ma soprattutto per adulti che, ogni tanto, hanno piacere a sognare di nuovo. Il catalogo conterrà oltre 7.500 episodi di serie TV diverse, oltre 30 serie TV originali e 500 film (di cui 100 fra i più recenti).

La Disney punta quindi a creare un servizio senza precedenti, ricco di prodotti esclusivi creati appositamente per i fan più accaniti.

Oltre 30 serie TV firmate Disney+

La Walt Disney Company vuole partire con il botto, con un servizio streaming ed un catalogo da far leccare i baffi. Ma quali sono le serie TV coinvolte? Attualmente è ancora tutto “work in progress”, tante sono le serie annunciate e tante quelle ancora senza titolo.

Marvel

La Marvel partità con 7 serie TV che andranno ad ampliare il Marvel Cinematic Universe. Finalmente verrà dato il giusto spazio ai personaggi secondari dei film, ma a cui comunque tutti ci siamo affezionati. Contemporaneamente la Marvel partirà con una serie TV dedicata al dietro le quinte dei suoi Studios.

  • Falcon e il Soldato d’Inverno (rispettivamente interpretati da Sebastian Stan e Anthony Mackie);
  • Hawkeye (Occhio di Falco, con protagonista Jeremy Renner);
  • Loki (il villain più amato del MCU, interpretato come sempre da Tom Hiddleston);
  • WandaVision (dedicata alla coppia nata fra Visione e Wanda, interpretati da Paul Bettany ed Elizabeth Olsen);
  • What If? (una nuova serie animata ispirata ai fumetti della serie omonima, che reinterpreta personaggi e situazione; “E se?”);
  • Marvel’s 616 (docuserie dedicata al dietro le quinte dei Marvel Studios, il titolo è ancora segreto);
  • Marvel’s Hero Project (renderà protagonisti bambini e ragazzi eroi della loro vita quotidiana).

Non si sanno i bugdet veri e propri, ma come per le serie TV della Lucasfilm, di cui vi parleremo fra poco, si parla di circa 10 milioni di dollari ad episodio. Avevate paura di vedere serie TV low budget? Ora non dovreste più averne!

Star Wars

La Lucasfilm non vuole essere da meno e si presenterà all’avvio di Disney+ con tre serie TV originali ed una docuserie.

  • Star Wars: The Clone Wars Stagione 7 (la serie TV animata partita nel 2009);
  • The Mandalorian (con protagonista Pedro Pascal);
  • Cassian Andor (interpretato da Diego Luna ed ambientato prima di Rogue One: A Star Wars Story);
  • Docuserie di Star Wars (ancora senza titolo, ci mostrerà il dietro le quinte dei film di Star Wars).

Pixar

La Pixar punta sui suoi personaggi più amati, quelli che ci hanno accompagnato nella nostra crescita e che ci hanno fatto ridere e commuovere. Come i Marvel Studios e la Lucasfilm, anche la Pixar punta sulle serie TV, sperimentando un nuovo campo, sempre più amato da adolescenti ed adulti.

  • Monster at Work (serie TV dedicata ai personaggi di Monsters & Co.);
  • Forky Ask a Question (serie di corti dedicati ai personaggi di Toy Story 4);
  • Docuserie di Pixar (ancora con titolo in lavorazione, ci mostrerà come nascono i film Pixar).

National Geographic

Insieme alla Marvel, a Star Wars ed alla Pixar, non poteva mancare National Geographic, che permetterà agli appassionati di natura di godere di nuove serie TV dedicate al mondo della fauna e della flora. Con ben 5 serie TV nuove, il canale naturalistico ci donerà momento di pausa e di realtà dai mondi fantastici che ci verranno regalati dagli altri studi.

  • The World According to Jeff Goldblum;
  • The Magic of the Animal Kingdom;
  • Earthkeepers;
  • (Re)Connect;
  • Rogue Trip;
  • Shop Class.

La natura diventerà regina di Disney+, attirando a sè tutti gli amanti del magico mondo degli animali. Non finisce però qui.

Disney

La Disney, quella vera e propria, ha pensato a tutto e non poteva che ritagliarsi un “angolino” di tutto rispetto. Tante sono le serie TV annunciate e di cui si vocifera… Eccone alcune.

  • High School Musical 4 – La serie (è stata un rumor per tanto tempo, ora diventa realtà. Ovviamente con un cast completamente nuovo);
  • Mighty Duck (serie TV comedy);
  • Diary of a Female President (serie TV comedy);
  • Secret Society of Second Born Royals (serie TV fantascientifica);
  • Docuserie di ABC (ancora senza titolo);
  • Ink & Paint (docuserie);
  • Muppets Live Another Day;
  • Book of Enchantment;
  • Docuserie di Disney Imagineering;
  • Be Our Chef (show culinario);
  • Into the Unknown: Making Frozen 2 (docuserie dedicata al dietro le quinte del nuovo film Disney).

 E per gli amanti dei film?

Sono più di 10 i film già annunciati per il nuovo servizio streaming firmato Disney. Tanti i titoli “già visti” e tante le novità; la Disney vuole infatti darsi più spazio per sperimentare e per riportare in vita film e personaggi che oggi sono quasi dimenticati. Alcuni dei titoli trapelati fino ad oggi sono:

  • Lilly e il Vagabondo (live action ispirato al grande classico Disney);
  • 29 Dates;
  • Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi (remake);
  • The Phineas and Ferb Movies (film ispirato all’omonima serie TV);
  • La Spada nella Roccia (live action fantasy);
  • Genitori in Trappola (remake);
  • Stargirl;
  • The Paper Magician;
  • The Grimm Legacy.

Questa è solo un’anteprima di ciò che la Disney proporrà sul suo servizio streaming di nuovo ed unico. Insieme a queste novità potremo vedere su Disney+ tutti i film usciti al cinema nel 2019, nessuno escluso, e soprattutto di tutti gli studi Disney.

Disney+ e l’acquisto della Fox

Con il recente acquisto della 21th Century Fox da parte della Walt Disney Company, quest’ultimo diventa un colosso del mondo cinematografico senza pari. Con la presentazione di Disney+, la Disney sottolinea come questa acquisizione sia stata fondamentale per il nuovo servizio streaming e come la Disney ne voglia subito “approfittare”. National Geographic è uno dei “canali” principali del servizio streaming ed insieme a lui troveremo tutti gli episodi delle trenta stagioni dei Simpson. L’introduzione dei progetti Fox all’interno del servizio streaming sarà graduale, ma sicuramente permetterà alla Disney di vantare un catalogo di tutto rispetto.

Se a tutte le serie TV ed i film di cui abbiamo già parlato, la Disney decidesse di aggiungere il catalogo completo della ABC, creerebbe un servizio streaming quasi impossibile da visionare completamente. Per ora, però, a parte una docuserie dedicata alla ABC, non sembra che la Disney sia intenzionata ad includere tutto il catalogo nel nuovo servizio streaming. Ma hanno annunciato oltre 7500 episodi di serie TV, quindi è più che plausibile che sia incluso qualcosa firmato ABC.

La Disney, con il suo enorme catalogo di film e serie TV, potrà creare un servizio streaming in grado di far tremare anche i colossi di questo settore…

Come reagiranno i servizi streaming già esistenti?

Disney+ sarà disponibile in America a $6,99 al mese o a $69,99 all’anno (con due mesi gratuiti); i primi rumor dicevano che avrebbe avuto un prezzo rivoluzionario. Non è stato così. O almeno non del tutto. Il prezzo annuale è invitante, per chi va avanti a pane e Disney! Ma c’è la vera possibilità che Disney+ dia del filo da torcere ai servizi streaming già esistenti?

La risposta a questa domanda è influenzata da tanti aspetti, non così facili da analizzare, ma ci proveremo.

Contenuti

Disney+ potrà vantare di un ampio catalogo, ricco di generi diversi, in grado di accontentare chiunque. Con il recente acquisto della 21th Century Fox, la Disney potrà puntare non solo ad un pubblico di famiglie e di giovani adulti, ma anche ad un pubblico adulto, che non per forza vuole vedere i grandi classici Disney. Ne è una prova l’inserimento, già al lancio, dell’intera serie dei Simpsons. Ve li sareste mai immaginati in mezzo ai personaggi Disney? Io no, eppure la Disney vuole puntare ad attirare tutti, nessuno escluso.

Dura sarà la guerra fra Netflix e Disney+, dato che il primo è attualmente quello con il catalogo più ricco e più vario in Italia. Non avrà invece problemi a battere i servizi più “piccoli” come Vodafone TV e TIMvision, che tendono ad essere scelti solamente da chi ha uno dei due operatori.

Prezzo

Non abbiamo ancora certezze su quale prezzo avrà in Italia, ma sappiamo che in America il prezzo base sarà di $6,99. Il piano base di Netflix in America oggi costa $8,99; la differenza in realtà è piccola, ma se ragioniamo sull’abbonamento annuale la differenza è sostanziale (Netflix $107,88 e Disney+ $69,99). In Italia la differenza, se la Disney proporrà gli stessi prezzi, sarà di appena 1 euro (il piano base di Netflix attualmente costa €6,99), come sempre la differenza su piano annuale si farà sentire un po’ di più (Netflix €95,88 contro Disney+ €69,99).

Disney+ in Italia potrebbe dare del filo da torcere ad Infinity TV (che attualmente ha lo stesso prezzo di Netflix, €7,99, tranne per gli Infinity Pass, per cui un mese costa €9,99, tre mesi €24,99 ed un anno €79,00) ed a Now TV (che per un piano completo -Cinema, Serie TV ed Intrattenimento- viene a costare €19,99 al mese), mentre difficilmente toccherà Amazon Prime Video, che facendo parte del pacchetto Prime di Amazon rimane il più conveniente (€36,00 l’anno).

Piattaforme

La Disney è ambiziosa, lo è sempre stata e difficilmente negli anni si è lasciata mettere i piedi in testa. Ecco perché è al lavoro per ottenere accordi con tutte le piattaforme tramite le quali è possibile vedere un prodotto su uno schermo. Smart TV, Tablet e Smartphone, Computer (Windows e OS X), console di ultima generazione (PS4, Xbox One e Nintendo Switch) ed ovviamente la Chromecast di Google, la Apple TV ed il sistema Roku. Durante la presentazione sono state solamente mostrate la PS4 e la Roku, ma la Disney si dice fiduciosa.

Se riuscisse ad ottenere un accordo con tutti i produttori di device “collegabili ad uno schermo”, Disney+ si potrebbe espandere a macchia olio, perché non solo ce lo troveremmo fra le app della Smart TV, ma anche sul computer e sulla console portatile. Sarà quindi accessibile a tutti, anche ai meno bravi con la tecnologia: basterà collegarsi ad un link dal computer e la visione sarà libera!

Profili

Qui possiamo sentirci a casa. Come già accade su Netflix, sarà possibile con un solo account creare più profili, dove ognuno potrà scegliere cosa vedere senza andare a “pasticciare” i contenuti altrui. Stessa cosa non viene proposta da Amazon Prime Video, NowTV ed InfinityTV, ed è un particolare che manca e che può fare la differenza.

Visione su più schermi

Non abbiamo ancora notizie ufficiali riguardo alla possibilità di vedere diversi contenuti su più schermi (come avviene invece per InfinityTV, NowTV e Netflix). Difficilmente la Disney si farà sfuggire un particolare come questo, ma chissà come deciderà di strutturare la sua proposta.

Disney+ si promette di essere un nemico agguerrito

Con un catalogo ricco e sempre in aggiornamento, con contenuti originali e non visionabili su altre piattaforme, Disney+ si presenta come un nemico agguerrito per i servizi streaming già esistenti. Alla Walt Disney Company si sono affilati unghie e denti e sono pronti ad attirare a sè clienti da tutto il mondo. Accontenterà i fan della Marvel e di Star Wars proponendo serie TV nuove, perfette per riempire i “buchi” fra un film e l’altro (la Marvel a breve concluderà la sua Infinity Saga -ma sono già pronti film nuovi- mentre per Star Wars è stata annunciata una pausa per i film). Riuscirà nel suo intento di richiamare clienti così come ci è riuscito Netflix quando ha annunciato Star Trek Discovery e l’inserimento dell’intera saga cinematografica e di tutte le serie TV? Da ciò che si può leggere sul web e sui social network, sembra proprio di sì!

#10yearschallenge: SMS vs App di messaggistica

Pensate, il primo SMS risale al 3 dicembre del 1992 e fu inviato dall’ingenere britannico Neil Papworth da un computer ad un cellulare Vodafone. Curiosità: il messaggio diceva “MERRY CHRISTMAS“!

160 caratteri: l’era delle abbreviazioni

Non fu facile scegliere quanto dovessero essere lunghi gli SMS, anche perché era impossibile effettuare ricerche di mercato, dato che essi ancora non esistevano. Venne quindi decisa la lunghezza di 160 caratteri analizzando cartoline e comunicazioni aziendali (che mai erano più lunghe). Ma quei 160 caratteri, sono mai veramente bastati?

Dagli anni ’90 ai primi anni del secondo decennio del 2000, gli SMS sono stati i protagonisti della comunicazione fra cellulari. Con il limite di 160 caratteri, però, ci hanno obbligati a pensare oltre! È proprio questo il periodo nel quale nascono le abbreviazioni. I costi alti ed i pochi caratteri disponibili per comunicare, hanno fatto aguzzare l’ingegno ad adulti ed adolescenti di tutto il mondo! I messaggi hanno quindi iniziato ad assomigliare a dei codici cifrati, spesso quasi incomprensibili per i “comuni mortali” che non avevano sempre a che fare con le abbreviazioni.

Ma questo tempo durerà poco, il 2008 è vicino e con lui il completo ribaltamento delle carte in tavola.

Addio SMS, benvenute app di messaggistica

Come per tante altre cose (vi abbiamo già parlato del Bluetooth e di Adobe Flash Player) l’avvento degli smartphone ha cambiato il corso della storia. Non cambia per gli SMS. È nel 2009, con la nascita della prima app di messaggistica, che gli SMS iniziano a diventare “fuori moda”.

Con l’arrivo di Whatsapp negli store di tutti gli smartphone, cambia il modo di comunicare. Emoji, messaggi senza limiti (del resto basta una connessione ad internet e non c’è limite di caratteri), per poi proseguire verso i messaggi audio, le gif ed ora gli stickers. Dal 2009 in avanti, è tutto cambiato. Non c’è più limite alla fantasia. Con l’avvento di queste app, nel 2011 arriverà iMessage per iOS e nel 2013 Telegram, cambia il nostro modo di vedere la comunicazione, che ora non ha più limiti. Non solo, cambia anche il modo di proporsi delle aziende di comunicazione. Non servono più promozioni ricche di SMS e minuti per le chiamate, servono i GB per i Social Network e per le Chat.

Con il rilascio di queste app di comunicazione, il nostro modo di comunicare cambia radicalmente. Basta un’immagine per esprimere un pensiero (altro che bluetooth, ora possiamo inviare tutto a distanza di chilometri!), una piccola emoji ci salva dal dover scrivere un’intera parola (provate le nuove tastiere, scrivendo “pizza” vi consiglieranno l’emoji corrispondente 🍕… comodo, no?) e non siamo più obbligati a scrivere in modo quasi incomprensibile (anche se c’è chi non ha ancora abbandonato le abbreviazioni più folli! Ma Tiziano Ferro insegna, anche “xdono” può essere un ottimo titolo… nei primi anni 2000, ma sorvoliamo…).

Domandone, ve lo ricordate Messanger?

Eh si, perché affianco agli SMS, quando ancora gli smartphone non avevano visto la luce, c’era il nostro caro e vecchio amico MSN Messanger. Pochi erano i cellulari a supportarlo, e comunque parliamo dei modelli intorno al 2006-2007, quindi i primi che aprirono la strada verso gli smartphone, eppure, MSN Messanger era un cult degli adolescenti di quel periodo, che tornavano a casa di tutta fretta per poter aprire il loro programma di Chat e poter parlare con amici da tutta Italia, mandando quelle che altro non erano che le prime emoji e le prime gif, che poi diventeranno le protagoniste assolute degli smartphone. Una delle cose più interessanti, che forse non tutti sanno, e che, smanettando un po’, era possibile sostituire una lettera (o una determinata sequenza di lettere) con una di queste emoji (eh si, proprio quello che ora fanno le “nuovissime ed ultramoderne” tastiere!); era quindi possibile scrivere intere conversazioni glitterate ed in movimento. Uno sclero per chi riceveva il messaggio, però non cambiava così tanto dalle abbreviazioni e dalle emoji moderne, no?

Whatsapp, e così Telegram, hanno imparato molto da MSN Messanger. Le foto profilo? C’erano! “Info“? C’era, e potevi scriversi dei poemi, tanto c’era spazio e nella visualizzazione su pc andava a capo (anche sui cellulari che lo supportavano, quindi, su questo, Whastapp è un po’ indietro)! I gruppi? Regnava il caos esattamente come oggi, ma bastava mandare un “trillo” per sistemare tutto. GliStati“? Okay, questi non c’erano, ma in fondo, chi li guarda veramente?

Un cambiamento non così netto

In un certo senso, quindi, tutte quelle novità che ci sembrano stupende e fuori dal mondo, non sono altro che un ripetersi del tempo, un vero e proprio ripescaggio dal passato, che ci insegna come tutto si ripete, nulla si perde e tutto torna! In fondo, tutti, hanno sempre desiderato comunicare liberi e senza limiti, nè di caratteri nè di contenuti. Gli SMS, che oggi vedono un momento di stallo e di quasi inutilizzo, soprattutto dalle nuove generazioni, un tempo potevano regnare indisturbati, se non per quando si era a casa e si poteva usare MSN Messanger (per cui bastava una mail), ora hanno dei nemici giurati, che regnano fuori casa ed in casa. Sarà dura sopravvivere per gli SMS? Fra 10 anni, potremo ancora parlarvi di loro al presente, o saremo costretti a guardarci indietro? Difficile da dire, ma per come le app di messaggistica regnano sovrane, probabilmente l’addio è vicino.

Buon compleanno World Wide Web

È il 1989, grazie ad un’idea di Tim Berners-Lee ed al sostegno di Robert Cailliau, il mondo del Web come lo conosciamo oggi inizia a prendere vita. Trent’anni dopo, senza quella loro folle idea, oggi il mondo sarebbe diverso!

WWW: dove ipertesto ed internet si incontrano

Tim Berners-Lee (contractor indipendente del CERN- Organizzazione Europea per la Ricerca Nucleare) vide la possibilità, anche se lontana e complicata, di unire l’ipertesto ad internet, per poter creare quelli che altro non sono che i siti web. Alla fine del 1990, le strutture per il World Wide Web erano pronte: l’HTTP 0.9, l’HTML, il browser e web editor WorldWideWeb, il server CERN httpd, il web server (https://info.cern.ch) ed il sito web, presentazione del progetto.

Tim Berners-Lee ha quindi trovato il modo di creare tutta la struttura che permette al WWW, come lo conosciamo oggi, di esistere. Il codice HTTP, che permette la comunicazione fra utente e server; il codice HTML che permette la creazione delle pagine web, in ogni singolo particolare; il browser ed il web editor WorldWideWeb, che permette di visitare e creare siti web; il Server, che altro non fa che ospitare il sito web. Tutti questi elementi, messi insieme nel giusto modo, hanno permesso la creazione di un mondo completamente nuovo.

Ancora oggi, il sito web del CERN dedicato al progetto, è visitabile, ed è un salto nel tempo che, per chi è appassionato, è obbligatorio! Insieme a Tim ed a Robert, Nicola Pellow scrisse un browser via testo, così che da qualsiasi computer si potesse visitare il sito. Infatti, questo primo sito web, era visitabile solo ed esclusivamente da computer NeXT (la società fondata da Steve Jobs dopo aver lasciato la Apple, da cui tornerà poco dopo). Il computer su cui era ospitato era quello personale di Berners-Lee, su cui venne appiccicata un’etichetta che diceva “Non spegnete, è un server!“.

Senza questa invenzione, il mondo sarebbe diverso!

Riuscite ad immaginarvi il mondo senza il Web? Difficile, non è vero? In appena trent’anni, il web si è evoluto ed è cresciuto come nulla prima di lui. Visitando il sito web del CERN, si può vedere come i primi siti web fossero poveri e semplici. Eppure, nel mondo, l’invenzione è subito stata riconosciuta e migliaia di curiosi, diventati poi appassionati, hanno cercato di scoprirne tutti i segreti, per poterlo rendere sempre più grande e ricco!

Nel 2017 Tim Berners-Lee vince l’AM Turing Award 2017, quello che da tutti viene riconosciuto come il Premio Nobel per l’Informatica. C’è veramente qualcuno che lo merita di più? Oltre a ciò, Berners-Lee è considerato una delle 100 persone più importanti del secolo scorso, ha vinto il Millennium Prize ed è stato nominato Sir dalla regina Elisabetta.

Oggi, l’inventore del WWW, è a capo del World Wide Web Consortium (W3C) e della World Wide Web Foundation; insieme, queste due organizzazioni promuovono l’uso di internet, con l’obiettivo di renderlo libero ed accessibile a chiunque nel mondo.

Grazie, Tim Berners-Lee!

Noi di Web Genius, è ovvio, forse non saremmo qui a scrivere questo articolo senza l’idea di Tim, è sicuramente non saremmo qui a raccontarvi il bello del Web e di come la tecnologia cambia, e di come ci piace starle accanto, per crescere ogni giorno! Quindi grazie Tim, hai creato un mondo nuovo ed hai permesso al mondo “reale” di crescere e di espandersi sempre di più!

#10yearschallenge: addio Adobe Flash Player

Era già scritto da anni, nel destino del Flash Player di casa Adobe. La chiusura ufficiale del progetto avverrà nel 2020 ed era ormai inevitabile.

Un player destinato all’oblio

Ricordo, da ragazzina, di averlo odiato con tutta me stessa. Era pazzesco come, ogni qualvolta che dovessi aprire una pagina web, essa mi chiedesse l’aggiornamento di Adobe Flash Player. Dubito che ne uscisse una versione nuova ogni settimana, ma per me, sembrava impossibile risolvere questo problema. Ma questa, anche se forse comune a molti, è un’altra storia. Il vero problema di Adobe Flash Player, è la difficoltà di proteggersi dal mondo esterno.

Sono stanti tanti, negli anni, i malware che hanno sfruttato la nomina di Flash Player come software sicuro, per intrufolarsi nei pc degli ignari utilizzatori che aggiornavano in continuazione. Attraverso finti aggiornamenti, e finti siti web di Adobe, diversi malware hanno potuto attaccare, in quasi totale libertà, i pc di milioni di persone in tutto il mondo. Proprio per questo, nonostante Adobe le abbia tentate tutte fino alla fine, Flash Player è un progetto con una data di scadenza, ormai tremendamente vicina.

Da chi è iniziato questo abbandono? Indovinate un po’, proprio dagli smartphone. Sorpresi? È dal 2012 che i dispositivi mobili hanno iniziato a non supportare più il lettore Flash Player: dall’iPhone ai Lumia, dai Galaxy agli Xperia, in poco tempo, tutti hanno messo da parte il software Adobe.

Una fine annunciata?

Per creare siti web, Adobe Flash (che appunto richiedeva poi Adobe Flash Player) era favorito fra i codici, poichè più immediato e più adatto a siti web ricchi di immagini e video. Ma non solo, oltre 20.000 app per iOS ed Android sono state progettate con Adobe Flash. Eppure, la sua vulnerabilità, lo ha reso un progetto a vita breve. Nato nel 1996, è riuscito a sopravvivere nella giungla del web per oltre 20 anni, e di sicuro qualche merito glielo dobbiamo riconoscere.

Dopo l’abbandono da parte degli smartphone, sono i Browser più famosi ed utilizzati a chiudere i rapporti con Adobe Flash Player. Ha iniziato Mozilla, eliminando il supporto al player per il suo browser Mozilla Firefox nel 2018. Subito dopo, anche Apple con Safari, Google con Chrome e Microsoft con Internet Explorer, hanno preso la dura decisione di avviare un percorso verso la chiusura totale dei rapporti con Adobe Flash.

Prima ancora che Adobe potesse dichiararne la morte, il corpo di Adobe Flash era già freddo, ed il riconoscimento da parte degli “amici” era già stato fatto. Un duro colpo per Adobe, che negli anni ha creduto nel progetto ed ha fatto i salti mortali per portarlo avanti. Purtroppo, la vulnerabilità, l’abbandono da parte dei dispositivi mobili e degli sviluppatori di browser, hanno segnato la fine di un’epoca.

Da Adobe Flash ad HTML5

La stessa Adobe ha fatto un passo indietro, con l’annuncio della chiusura del progetto Abode Flash, consigliando agli sviluppatori di passare al nuovo sistema HTML5. Il nuovo linguaggio di markup, infatti, è universale, può essere letto da ogni dispositivo, non ha bisogno di un player, ed è meno propenso ai malware diretti.

Per quanto dispiaccia, Adobe Flash era forse un progetto già nato con le ore contate, i malware, la difficoltà di renderlo universale e perfetto per tutti e l’utilizzo smisurato per creare pubblicità (che lo hanno quindi fatto apparire come un “nemico” per l’utilizzatore medio del web), hanno lentamente ucciso questo progetto, portandolo a morire ufficialmente nel 2020. Un addio doloroso per gli appassionati, che di sicuro porterà dei cambiamenti nel web!

#10yearschallenge: il Bluetooth

La tecnologia Bluetooth nasce negli ultimi anni del secolo scorso e da allora è sempre stata una tecnologia fondamentale per la comunicazione e per lo scambio di file. Oggi, però, con gli smartphone a dominare il mercato globale di cellulari, la tecnologia Bluetooth ha visto il suo futuro cambiare.

Primi anni 2000, gli infrarossi lasciano spazio al Bluetooth

Il Bluetooth è stato fondamentale nella vita di ogni adolescente dei primi anni 2000. Una manna dal cielo che ha permesso lo scambio di file musicali, immagini e brevi video. Inizialmente, con i primi cellulari, lo scambio di questi file, pesanti per gli MMS classici (un’altra tecnologia ormai obsoleta, ma ne parleremo un’altra volta), era permesso solo dagli infrarossi. Solo i più pazienti, però, riuscivano a scambiarsi i file con questa tecnologia. Ci volevano tempo e precisione. Dovevi tenere i due cellulari accanto, nel punto preciso di uscita degli infrarossi, e sperare che lo scambio di file avvenisse con successo. Purtroppo, il più delle volte, bisognava ripetere tutto da capo, perché bastava poco, ed intendo pochissimo, per bloccare lo scambio di file. Un minimo movimento e l’immagine con protagonista il Gatto Silvestro ed un cuore (ovviamente glitterato), non effettuava il passaggio. Insomma, lo scambio di file, anche se piccoli, con gli infrarossi, era un incubo.

Con l’avvento del Bluetooth sui cellulari, tutto cambiò. Finalmente, lo scambio di file fra diversi cellulari, è possibile, con molta più tranquillità e semplicità! I due cellulari non devono più toccarsi, e lo scambio può avvenire fra due persone distanti anche un metro. Agli adolescenti di quel periodo, parve folle, ma comunque, salvò diversi momenti di panico. Era finalmente possibile scambiare più file contemporaneamente e file più grandi, come canzoni vere e proprie, che diventano le protagoniste assolute di questo periodo.

Il Bluetooth, in poche parole, ha reso la nostra vita più semplice, soprattutto nella vita di tutti i giorni. Essendo una tecnologia adatta ad ogni dispositivo, ha preso piede in breve tempo, diventando nel giro di vent’anni, la protagonista assoluta di questa scena. In contemporanea ai cellulari con il Bluetooth, arrivarono le radio con esso. Permettevano non solo di ascoltare la propria musica, ma soprattutto di rispondere alle chiamate, e dato il divieto, sempre più stretto, dell’utilizzo dei cellulari alla guida, queste radio hanno preso velocemente il posto di quelle più obsolete. Il Bluetooth, riesce quindi anche a salvare delle vite, se usato nel modo corretto. Ma ci credete?

Benvenuti smartphone, scusaci, amico Bluetooth

È nel 2008, con l’avvento sul mercato del primo iPhone, che il Bluetooth necessita di una nuova vita. Al contrario di tutti gli altri cellulari, e degli smartphone di altre marche, l’iPhone non accetta lo scambio di file, attraverso Bluetooth, da parte di altri marchi. Il panico. I possessori di iPhone sono felici così, gli va bene uguale, faranno a meno di scambiarsi i file con gli amici. Gli amici, che lentamente iniziano a cambiare i loro vecchi cellulari con degli smartphone Android e Windows Phone, prendono in giro i primi, per la loro impossibilità di scambiarsi i file con il resto del mondo. È una guerra, che terminerà con il Bluetooth perdente.

No, non voglio essere così drammatica, il Bluetooth non ha perso, per nulla, è sempre un amico fedele dei nostri smartphone, possiamo però dire, che il suo utilizzo è completamente cambiato. Con gli smartphone, prendono piede tutte quelle chat che viaggiano su Internet e che permettono quindi lo scambio infinito di messaggi e di file. Si, sto proprio parlando di Whatsapp, Telegram e dei loro amichetti.

Queste app prendono il sopravvento, lasciando da parte il Bluetooth, che però diventa il Re delle comunicazioni fra dispositivi. Eh si, perché esso è, e probabilmente sempre sarà, una tecnologia universale, che può essere utilizzata su ogni dispositivo privo di una connessione ad Internet.

Vi siete comprati la nuova soundbar ed il subwoofer e volete testarla con lo smartphone? Indovinate, potete farlo anche con il Bluetooth! Grazie al Bluetooth, in un futuro non troppo lontano, potremo probabilmente dire addio a tutti i cavi che girano per casa! Pensate alle nuove cuffiette della Apple, le AirPods, comunicano con l’iPhone proprio grazie alla tecnologia Bluetooth, che probabilmente non verrà mai abbandonata, nemmeno con l’utilizzo sempre più frequente delle linee Wi-Fi. Al contrario, le due tecnologie, spesso collaborano insieme, come nel caso di AirDrop, un servizio che permette lo scambio di file fra due dispositivi Apple.

In dieci anni, un cambio radicale

Oggi, con la possibilità di trasferire file di ogni genere attraverso le app di messaggistica, e file più grandi attraverso le mail ed i servizi di Cloud, il Bluetooth ha lentamente perso la sua utilità, ma rimane al centro dello scambio di informazioni fra diversi dispositivi, per esempio radio e smartphone, dove è diventato Re Indiscusso. Insomma, gli è stata lievemente cambiata la mansione, ma, anche se oggi è scontata la sua presenza negli smartphone, viene espressamente richiesta per gli altri dispositivi. Che lo si voglia o meno, il Bluetooth è una delle invenzioni tecnologiche più importanti del secolo scorso, e nessuno può più farne a meno!

Perché hai bisogno di un sito web veloce?

Semplice, il mondo del web non aspetta. La velocità di comunicazione è sempre maggiore e “perdere tempo” ad attendere che una pagina web carichi, sembra per milioni di persone una cosa inutile. Vediamo insieme perché il tuo sito web deve essere veloce.

La velocità al centro del web

Diversi fattori influiscono sulla velocità di caricamento di un sito web: l’hosting (di cui abbiamo già visto le principali caratteristiche in un primo articolo), l’ottimizzazione dei contenuti, il web design, la presenza di widget e plugin, la compatibilità con tutti i browser, la pubblicità, l’ottimizzazione del codice ed il supporto integrato (o meno) per i file multimediali. Insieme, vedremo la caratteristica di ognuno, e vi sveleremo tutti i segreti per avere un sito web velocissimo!

Iniziamo da un po’ di dati. I visitatori dei siti web non hanno sempre fretta, peró, non vogliono perdere tempo! Un sito web, per non rischiare di perdere visite, dovrebbe caricarsi, secondo Google, in appena 2.5 secondi. Tempi da record, non è vero? Se il sito web si carica in 4 secondi, il 25% dei visitatori lo abbandonerà, e se quel tempo di attesa raggiunge i 10 secondi sarà oltre il 50% dei visitatori ad abbandonare il sito web. In poche parole, la velocità di caricamento è tutto!

Primo step: scegliere il giusto Hosting

Prima di iniziare, bisogna prendere una decisione non solo importante, ma fondamentale! Un buon hosting, con le giuste caratteristiche, è alla base del successo del tuo sito web. Così come per una casa, anche per un sito web, bisogna partire dalle fondamenta. Scegliere un hosting affidabile, veloce, con un alto uptime garantito e con un sistema di sicurezza avanzato, è il giusto modo di iniziare un progetto. Se l’hosting che state scegliendo presenta queste tre caratteristiche, allora siete sulla buona strada!

Concentratevi sulla sua velocità di risposta, che deve rispettare gli standard richiesti da Google (o il vostro sito web non verrà indicizzato nelle sue ricerche). Come accennato poche righe fa, più il sito web ci mette tempo a caricarsi, più verrà abbandonato. Fate una prova anche voi! Aprite il vostro sito web, avviate il cronometro ed attendete. Come si è comportato? Siete riusciti a resistere durante l’attesa? Ricordatevi, mai avere un sito lento o la vostra attività ne risentirà!

Secondo step: lavorare sul web design

Qui entra in gioco la vostra capacità di creare un sito web che sia dinamico, ma allo stesso tempo ultra veloce. Vi sembra facile? Con i giusti accorgimenti, può esserlo! Quando si sviluppa un sito web, bisogna trovare il giusto equilibrio fra i vari elementi che vanno a creare ogni pagina. Il web design comprende moltissimi elementi che, uniti fra loro, devono permettere al sito web di essere piacevole da visitare. Unire i giusti plugin ed i giusti widget, ad un tema grafico ben strutturato, può rappresentare un biglietto da visita perfetto.

Scegliere il giusto tema grafico, che più si avvicina al risultato finale che si vuole ottenere, permette di eliminare moltissimo lavoro legato al codice del tema, ma non è solo un aspetto di “tempo di lavoro”, ma è soprattutto un aspetto legato alla velocità del sito! Troppe aggiunte al codice del tema, lo appesentiranno, rendendo molto più lenta la sua risposta alla richiesta di caricamento. Evitare quindi di avere un sito con troppi elementi, è spesso alla base di una buona velocità del sito. Anche se, lavorare nel modo corretto su un codice permette di equilibrarlo e di ottimizzarlo al meglio, abbattendo a zero la velocità di attesa.

Per appesantire il meno possibile il sito web, è fondamentale scegliere i giusti plugin, in modo che si fondano alla perfezione con il codice del tema scelto. Non è sicuro che tutti i plugin siano adatti al tema scelto e che quindi funzionino! Eseguire i giusti test, prima e dopo aver scelto il plugin, è fondamentale! In questo modo potrete essere sicuri che tutto funzioni nel modo giusto e che gli elementi scelti non vadano ad influire negativamente sul funzionamento del vostro sito web.

Terzo step: scegliere ed ottimizzare i contenuti

Abbiamo visto che, tutto ciò che viene aggiunto ad un sito web, può potenzialmente rallentarne il caricamento. Più dei plugin e dei widget, sono le cosidette risorse statiche ad aumentare il tempo di caricamento di un sito web! Riempire le pagine di un sito web di immagini e fotografie, di video e di file audio può bloccare il caricamento di un sito web, impedendone una veloce risposta. Ogni contenuto che viene aggiunto al sito web deve essere prima di tutto adattato allo stesso, così da riportare le giuste proporzioni, in modo da non essere esageratamente grande, e poi deve essere ottimizzato. Attraverso l’ottimizzazione verrà diminuita la dimensione del file, in questo modo potrà essere mostrato sulla pagina in pochissimo tempo. Grazie all’ottimizzazione, i contenuti multimediali andranno ad incidere molto poco sulla velocità di caricamento del sito web!

Però, non serve solo ottimizzare i contenuti che vengono aggiunti sul sito web. Quando andiamo ad aggiungere video e file audio, se questi sono tanti, è preferibile aggiungere un lettore interno al sito web. In questo modo abbasseremo notevolmente i tempi richiesti per il caricamento del file video. Perché? Semplice, il nostro sito web dovrà semplicemente cercare nel suo database interno, senza dover richiedere il video ad un sito web esterno. Allo stesso tempo bisogna verificare che il Server Hosting sia sufficientemente performante per gestire tutte le richieste dei nostri visitatori, altrimenti si rischia di ottenere il risultato opposto, ovvero di il tempo di attesa di caricamento del sito stesso.

Quarto step: compatibilità e contenuti esterni

Perché un sito web sia veloce, deve avere ancora un’ultima caratteristica: la compabilità. In questo campo entra in gioco il Responsive Design, ovvero la capacità del sito web di adattarsi ad ogni dispositivo dal quale viene visitato, ma non solo, anche al browser che ne richiede l’accesso. Ogni browser ha diverse caratteristiche e questo può influire sulla velocità di caricamento. Contemporaneamente alla compatibilità con i diversi browser, bisogna pensare al Responsive Design, fondamentale al giorno d’oggi. Sempre più utenti accedono ai siti web tramite smarphone e tablet. Questi dispositivi hanno bisogno di siti web creati ad’hoc , che siano in grado di adattarsi perfettamente alle dimensioni ridotte dello schermo. Navigare in internet da smartphone è completamente diverso, è richiesta una maggiore velocità ed un più facile accesso alle notizie principali. Ecco perchè, quando creiamo un sito web, dobbiamo testarne l’accesso da più browser e da più dispositivi differenti, così da essere certi del suo perfetto funzionamento!

Se volete aggiungere della pubblicità al vostro sito web, dovete fare molta attenzione! Il richiamo a siti web esterni attraverso pop-up elaborati, che spesso prevedono video e gif, può rallentare notevolmente il vostro sito web! Quindi, quando si vanno ad aggiungere pubblicità, è fondamentale non esagerare, per evitare di allungare i tempi di attesa, ed è soprattutto importantissimo testare di nuovo il sito web, per vedere se è ancora veloce ed equilibrato, anche dopo l’inseriemento di pubblicità esterne. Troppo spesso, sono proprio le pubblicità a rallentare i siti web, obbligando i visitatori ad abbandonarli!

Un ripassino veloce?

Creare un sito web che sia veloce, dinamico e bello da visitare, è importantissimo, ma, sicuramente, non è così semplice come sembra! Equilibrare ogni elemento è più che fondamentale! Ripassiamo insieme quali sono gli elementi da tenere d’occhio e da sistemare per poter avere un sito web veloce ed il più perfetto possibile:

  • Hosting, deve essere veloce e deve avere un alto punteggio di uptime ed un sistema avanzato di sicurezza, nonchè delle risorse proporzionate alle richieste del nostro sito!
  • Web Design, deve trovare il giusto equilibrio fra dinamicismo e velocità!
  • Ottimizzare i contenuti, scegliere i contenuti ed ottimizzarli per i siti web è fondamentale per mantenere e raggiungere una buona velocità!
  • Lettore interno, caricare i contenuti video sul sito web, invece di richiamarli da siti esterni, è un aiuto fondamentale!
  • Responsive Design, creare un sito web che si adatti alla perfezione a più browser ed a più dispositivi, ne aumenterà la velocità!
  • Pubblicità, mai esagerare e controllare sempre che i pop-up esterni non rallentino il sito web!

Le Soluzioni Web Genius

La velocità, per Web Genius, è fondamentale! Ogni lavoro che viene effettuato sui siti web è direttamente collegato alla velocità di caricamento finale. Grazie al nostro hosting, ai nostri lavori di web design ed ai lavori di ottimizzazione per la velocità di caricamento, nessun sito web verrà più abbandonato dai potenziali clienti! Se non sai da dove partite, contattaci, troveremo insieme il modo di rendere super veloce il tuo sito web!

I Social Network ed i loro orari

Per sfruttare al meglio i Social Network, non basta saper creare bei contenuti, bisogna anche saper sfruttare i giusti orari dei Social Network, che variano a seconda del Social scelto. Unire contenuti creativi agli orari giusti, può far diventare la tua Pagina ed i tuoi post virali!

C’è un giusto momento per ogni cosa

Anche nel web esistono regole ben precise che, volente o non, vanno rispettate, così da poter sfruttare al meglio quella grande rete che ci collega al resto del mondo. Scegliere i giusti giorni ed i giusti orari può rendere un post sui Social Network vincente, così come scegliere quello sbagliato può farlo sparire fra tutti gli altri. Tutto questo, per un semplice fatto: gli utenti mondiali nel web sono 4 miliardi e, per raggiungerne il più possibile, bisogna postare sui Social Network quando essi sono online.

In questo momento, i Social Network non mostrano più i post in ordine di pubblicazione, ma secondo algoritmi che calcolano quali post possono essere i più interessanti per il lettore. Ecco perchè è fondamentale essere attivi, creare post dal grande impatto visivo ed utilizzare gli hashtag corretti. Quando una pagina è particolarmente attiva, posta frequentemente e risponde agli utenti attraverso commenti e messaggi privati, è più facile che appaia nelle home di utenti che ancora non la conoscono. Solitamente ciò accade grazie a post che segnalano un commento su una determinata pagina da parte di un amico.

Proprio per via di questo meccanismo è fondamentale utilizzare i Social Network negli orari in cui è più facile trovare possibili followers online.

Facebook: occhio al venerdì

Partiamo dal Social Network che fra tutti gli altri fa più parlare di sè: Facebook.

Essendo uno dei Social Network più popolari, con il suo fratello Instagram, sembra anche il più facile da utilizzare. Tuttavia, non è tutto oro ciò che luccica! Scegliere un orario poco frequentato può far sparire un post in men che non si dica e può far si che esso non appaia nemmeno ai followers della pagina. Ecco perchè non bisogna semplicemente “postare tanto”, ma bisogna farlo nei giusti tempi e nei giusti modi.

Prima di tutto, evitate di postare dal lunedì al mercoledì, sono i giorni peggiori per Facebook! Al contrario, concentrare i vostri post negli ultimi giorni della settimana, in particolare al venerdì. Il pre-finesettimana è il periodo della settimana migliore, per utilizzare Facebook! Sfuttate il pomeriggio, dalle 13 alle 16, intorno alle 15 potrete vedere i vostri “mi piace” schizzare alle stelle!

Non dimenticate il vostro obiettivo: Twitter

Se invece, il vostro Social Network preferito è Twitter, le regole della partita cambiano, anche se non di molto.

In questo caso, dobbiamo distinguere in due categorie gli utenti di Twitter: B2B (Business to Business) e B2C (Business to Customers). I primi, sono utenti aziendali che vogliono avere contatti con altri utenti aziendali, mentre i secondi sono sempre utenti aziendali, ma che puntano a raggiungere clienti. Nel caso dei B2B, Twitter deve essere utilizzato con maggiore intensità durante la settimana così detta lavorativa (dal lunedì al venerdì), mentre i B2C dovranno sfruttare al meglio il weekend.

Gli orari in cui il Social Network Twitter è più attivo sono dalle 12 alle 18, con un picco dei retweet intorno alle 17; per i B2B sono consigliati anche gli orari di lavoro. Essendo nato come Social Network diretto e di poche parole (ricordiamo il limite a 140 caratteri scomparso da poco tempo) è spesso visitato durante il pranzo e durante gli spostamenti; questo anche perché è spesso il più utilizzato da profili ufficiali, come quelli di cantanti e politici, e ciò permette una scelta più “saggia” dei contenuti desiderati.

L’inatteso pantofolaio: Instagram!

Se siete dei tipi di poche parole e la fotografia vi è amica, allora Instagram è sicuramente il vostro migliore amico.

Non lasciatevi ingannare dalle apparenze festaiole di Instagram, dentro di lui, si nasconde un perfetto pantofolaio! Infatti, il giorno perfetto per postare i vostri contenuti su questo Social Network è il lunedì. Al contrario, la domenica risulta il giorno peggiore che possiate scegliere.

Per quanto riguarda gli orari potete sbizzarrirvi, con una sola regola: scegliete le ore di tempo libero! Il pomeriggio è il momento migliore per creare i vostri contenuti per Instagram, ma, contemporaneamente, non dimenticate di interagire con i vostri followers, o scordatevi la viralità!

Ricapitoliamo tutti insieme!

Come abbiamo potuto vedere, ogni Social Network richiede le proprie accortezze, diverse per ogni caso specifico. Nonostante ciò, non dimenticare mai di analizzare i dati delle visite della tua pagina, forniti dagli stessi Social Network, poichè ogni caso è diverso dall’altro! I nostri sono solo consigli, ricercati nel web ed analizzati così da renderli semplici ed adatti ad ogni attività, ma non sono legge! Sono però consigli che puoi utilizzare per riavviare la tua pagina e per “tastare” il terreno, così da avere poi dei dati reali da utilizzare successivamente!

Ora, ricapitoliamo tutti insieme i giorni e le ore ideali per i vostri post di Facebook:

  • Giorni consigliati: Giovedì e Venerdì
  • Giorni sconsigliati: Lunedì, Martedì e Mercoledì
  • Orari consigliati: dalle 13 alle 16

Per quanto riguarda Twitter, invece, i nostri consigli per le vostre pagine aziendali indirizzate ad altre aziende sono:

  • Giorni consigliati: giorni Infrasettimanali (dal Lunedì al Venerdì)
  • Giorni sconsigliati: il fine settimana (Sabato e Domenica)
  • Orari consigliati: dalle 12 alle 18 ed orari lavorativi

Per i profili Twitter indirizzati ad una possibile clientela, i nostri consigli sono:

  • Giorni consigliati: il fine settimana (Sabato e Domenica)
  • Giorni sconsigliati: giorni Infrasettimanali (dal Lunedì al Venerdì)
  • Orari consigliati: dalle 12 alle 18

Per i vostri profili Instagram le scelte migliori sono:

  • Giorni consigliati: Lunedì
  • Giorni sconsigliati: Domenica
  • Orari consigliati: orari pomeridiani e di relax

Le Soluzioni Web Genius

Per Web Genius i Social Network non hanno segreti! Ecco perché grazie alle nostre proposte di Gestione Social potrete dormire sonni sereni. Gestiremo dalla A alla Z i vostri Social Network, con l’obiettivo di migliorare la vostra immagine online, per aumentare i vostri followers e per far crescere la vostra azienda! Analizzaremo i dati offerti dai Social Network, così da sfruttare al meglio i giorni e gli orari in cui è più facile raggiungere il target di clientela più adatto a voi. Insieme possiamo creare la giusta ricetta per i vostri Social Network!

WordPress 5.0: le novità dietro Gutenberg

WordPress 5.0 è finalmente fra noi, dopo diversi rimandi della versione pubblica. Ci siamo tutti concentrati sul nuovo Page Builder a blocchi, introdotto dai programmatori, ma cosa c’è dietro a Gutenberg? Scopriamolo insieme!

Prima di tutto, partiamo da Gutenberg

WordPress 5.0 rappresenta la release principale e più importante di questo anno, giunto ormai al termine. Rilasciato il 6 Dicembre, dopo due rinvii (era già previsto il 19 Novembre e successivamente il 27 Novembre), finalmente è arrivato. Apparentemente, non sembra prevedere nulla al di fuori del nuovo Editor integrato Gutenberg e del tema Twenty Nineteen, ma, noi di Web Genius, siamo molto curiosi ed abbiamo scoperto per voi cosa c’è dietro questa release tanto attesa.

WordPress 5.0, per gli amici “Bebo“, è una release che nasce con l’obiettivo di rendere WordPress più semplice per tutti, soprattutto per chi, di informatica, capisce ben poco. Introducendo Gutenberg, l’Editor per la creazione di pagine e di articoli diventa più intuitivo, permettendo la creazione di pagine più complete e complesse senza dover per forza agire sui codici. Tutto ciò per stare dietro ai concorrenti! WordPress, nell’ultimo anno, è cresciuto del 17%; sembra tanto, ma non se comparato con i principali concorrenti: Wix è cresciuto del 233% e Squarespace del 180%. WordPress, con l’introduzione di un Editor nativo a blocchi, vuole raggiungere tutti quei possibili utilizzatori che di codici capiscono ben poco. In poche parole, WordPress 5.0 è un aggiornamento pensato per far crescere l’azienda, perché, dopo tutto, Automattic, è pur sempre questo, un’azienda!

Il lato negativo di tutto ciò è che Gutenberg è meno intuitivo del previsto e soprattutto non è sicuro che sia compatibile con qualsiasi tema. Proprio per questo verrà in nostro aiuto il plugin Classic Editor, che permetterà di utilizzare gli Editor di terze parti ed il vecchio Editor di WordPress. Quindi, non correte subito ad aggiornare il vostro sito a WordPress 5.0! Prima di tutto, informatevi se i plugin che utilizzate saranno compatibili e poi procedete con calma, se avete l’occasione testatelo su un sito di prova, e soprattutto create un backup del vostro sito web. Dovesse succedere qualcosa di strano con l’aggiornamento, potrete tornare indietro! Effettuato l’aggiornamento, armatevi di pazienza e controllate ogni singola pagina ed ogni singolo articolo del vostro sito web, il nuovo Editor potrebbe portare dei cambiamenti non voluti.

L’aggiornamento oltre Gutenberg

WordPress 5.0 “Bebo” è solo l’inizio di un nuovo viaggio di WordPress. In effetti, le novità vere e proprie sono solamente due, l’Editor Gutenberg ed il tema Twenty Nineteen, tuttavia, sono state gettate le basi per un nuovo modo di creare siti web. In un articolo di Matt Mullenweg, uno dei creatori di WordPress, si vede come Gutenberg sia solo uno dei tanti cambiamenti previsti da WordPress 5.0 in avanti. Fra i prossimi obiettivi degli aggiornamenti di WordPress troviamo:

  • Block Editor per il menu di navigazione;
  • Rendere tutti i plugin esistenti a blocchi;
  • Upgrade dell’area di editing dei widget per supportare i blocchi;
  • Creare un modo per i temi di registrare visivamente le aree di contenuto e di mostrarle in Gutenberg;
  • Unire il plugin “Health Check” al sito stesso, così da facilitare il debug;
  • Creare un modo perché gli utenti possano impostare gli aggiornamenti automatici di plugin e tema;
  • Creare un modo con cui gli utenti potranno fare anche gli aggiornamenti principali in automatico;
  • Costruire una directory su WordPress.org per installare facilmente nuovi blocchi per Gutenberg;
  • Formare un team per le problematiche segnalate su Trac.

Gutenberg, il nuovo Editor a blocchi di WordPress, è quindi solo un primo passo verso la completa possiblità di modificare un sito web tramite i blocchi. WordPress, diventerà veramente più facile ed intuitivo? O tutto ciò lo renderà ancora più complicato per chi si diletta nella creazione di un proprio sito web? I pareri del web sono altalenanti, Gutenberg potrebbe essere un enorme successo come un grandissimo flop.

Il Futuro di WordPress

Come tutto ciò che è informatica, anche WordPress deve crescere e si deve evolvere. L’Editor TinyMCE, il predecessore di Gutenberg, ormai era ritenuto vecchio e senza un futuro. Gutenberg è un’evoluzione prevedibile, visti i moltissimi Editor simili che possiamo trovare fra i Plugin. Quello che si spera ora è che Automattic, azienda creatrice di WordPress, non limiti l’utilizzo di Plugin di altre aziende che prevedono Editor a blocchi. Essendo WordPress un progetto Open Source, questo creerebbe un enorme disagio ad aziende che hanno creato il loro stile di Editor, ognuno diverso e con lati positivi e negativi. Al momento, però, Gutenberg non raggiunge il livello dei concorrenti, anche se sembra essere sulla giusta strada. Fondamentale è che resti una delle possibilità e non la unica.

Aggiornamento WordPress 5.0.1

Nella release più importante (WordPress 5) non si è esplicitamente parlato di sicurezza, ma sono bastati pochi giorni per sistemare questo “buco di trama”. L’aggiornamento a WordPress 5.0.1, rilasciato a metà dicembre, va a sistemare tutte quelle falle di sistema che sono state trovate dalla versione 3.7 alla 5. È quindi fondamentale per tutti i siti web, non solo per quelli già aggiornati alla nuova versione di WordPress! L’intero team di WordPress ha lavorato mesi, grazie anche all’aiuto dei creatori di siti web che, nei mesi successivi ai vari aggiornamenti, hanno trovato le falle e le hanno riportate al supporto di WordPress. Un lavoro enorme che mette al centro proprio chi, come noi di Web Genius, ogni giorno lavoria per creare siti web. Aggiornando a WordPress 5.0.1 potrete dimenticarvi di qualsiasi vulnerabilità!

Le Soluzioni Web Genius

Web Genius ha provato in anteprima la versione Beta di Gutenberg, così da essere pronto al 100% per il nuovo aggiornamento, che, sottolineiamo, non è obbligatorio eseguire subito. Grazie alle nostre proposte di Assistenza Web a 360°, non dovrai temere nessun aggiornamento, da quelli principali a quelli minimi. Grazie alla nostra esperienza in WordPress siamo pronti per ogni aggiornamento. Prepariamo ogni sito web e dopo l’aggiornamento controlliamo ogni singolo particolare, così che i siti web rimangano perfetti come quando sono stati progettati e creati! Hai timori per il passaggio a WordPress 5.0 “Bebo” del tuo sito web? Contattaci, insieme troveremo una soluzione per rendere il passaggio semplice e senza problemi!