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#10yearschallenge: la fotografia e gli smartphone

Fino a qualche tempo fa, prima degli smartphone, non bastava uno strumento in tasca per viaggiare. Ci voleva il cellulare per sentire amici e parenti, il lettore mp3 per ascoltare la musica, una torcia per fare luce, una console portatile per giocare ed una reflex per incidere nel tempo i ricordi. Ma come è cambiato il nostro modo di scattare fotografie? E soprattutto, siamo sicuri che sia stato un salto di qualità?

Una battaglia “all’ultimo pixel”

Le reflex permettono, sicuramente, di scattare foto migliori, ma è una guerra aperta, dove software ed hardware sono fondamentali per decretare il vincitore.

Le reflex possono contare su un supporto dato dagli accessori che, se utilizzati nel modo giusto, possono permettere di scattare foto uniche ed in grado di rimanere impresse nella mente di chi le vede. È quindi fondamentale studiare la reflex scelta, per comprendere come reagisce alla luce, per capire quale obiettivo è migliore di un altro in un determinato momento. Non è quindi una cosa immediata, ma ci vogliono molta pazienza e molto tempo per poter portare a casa un ottimo risultato. Ed in ogni caso, difficilmente non sarà necessario un lavoro post scatto, determinante e fondamentale per sistemare ogni singolo particolare della fotografia.

Al contrario, lo smartphone è a portata di tutti e, soprattutto, permette di scattare fotografie anche senza una grande esperienza pregressa. Grazie ai calcoli del software, le fotocamere degli smartphone sono in grado di adattarsi all’ambiente circostante permettendo di scattare fotografie quasi in ogni situazione. Grazie alle funzioni come l’HDR è possibile scattare fotografie in moltissime situazioni diverse, sarà infatti il software a calcolare come deve comportarsi la fotocamera in base alla luce, così da scattare la migliore fotografia possibile. Non serve quindi essere grandi esperti di fotografia, ma basta scegliere il giusto dispositivo per poter scattare foto uniche ed indimenticabili!

Alla ricerca della luce perfetta

È comunque fondamentale, con entrambi i device, andare alla ricerca della luce migliore, che permetterà così di scattare una foto quasi perfetta. Saranno la mano del fotografo e la messa a fuoco a fare il resto! Se le reflex richiedono però un lungo lavoro “prima e dopo lo scatto”, gli smartphone possono invece essere utilizzati con semplicità, grazie anche agli schermi sempre migliori, che permettono di vedere un’anteprima in tempo reale della fotografia che, dopo lo scatto, sarà esattamente come l’avevamo vista! Grazie a questa possibilità, è diventato semplice per tutti scattare fotografie uniche e di grande effetto! Anche se lo smartphone è così semplice, è comunque consigliabile fare più scatti e diverse prove, così da essere sicuri di ottenere lo scatto perfetto.

Le fotocamere degli smartphone possono sembrare “meno potenti” per via della presenza di meno megapixel in confronto alle reflex, ma non è così. Grazie ai software ed agli hardware sempre migliori, le fotocamere degli smartphone sono in grado di scattare foto memorabili, che nulla hanno da invidiare alle fotografie scattate dalle migliori reflex. Ma, la guerra è ancora aperta, e lo sarà per molto tempo, soprattutto dato l’arrivo di un terzo incomodo…

Mirrorless: un nuovo modo di vedere la fotografia

Nate nei primi anni 2000, le mirrorless sono state per anni criticate dalla comunità dei fotografi. Troppo piccole, lenti che senza l’aggiunta di obiettivi (ovviamente molto ingombranti) non soddisfacevano le aspettative e, soprattutto, non sembravano professionali come le reflex. Allo stesso tempo, però, risolvevano i problemi principali delle reflex: l’essere scomode ed ingombranti.

Se per anni sono rimaste sugli scaffali, snobbate dai fotografi ed attirando solo l’attenzione di chi “ogni tanto” scatta fotografie, oggi le cose sono cambiate. Le mirrorless, date le loro dimensioni ridotte, richiedono più attenzione verso l’hardware ed il software. Oggi presentano sensori in formato reflex, schermi touch screen e possono scattare foto e registrare video in condizioni particolarmente ostie. In pochi anni, sono diventate la perfetta via di mezzo fra smartphone e reflex!

La maggior parte di noi scatta fotografie per poi postarle sui Social Network. Come fare se le foto le scattiamo con le Mirrorless? Le più moderne e le più tecnologiche possono collegarsi direttamente allo smartphone tramite Wi-Fi e Bluetooth! Perfetto per chi è un amante dei Social Network. Grazie a queste nuove mirrorless potrete avere i lati migliori di entrambi i mondi: smartphone e reflex!

Ma quindi cosa scegliere?

Grazie alle fotocamere degli smartphone sempre migliori (in alcuni modelli possiamo anche trovare 40 megapixel!), questi stanno diventando re indiscussi della scena fotografica. Le capacità dei megapixel, uniti a software ed hardware stanno rendendo le fotocamere degli smartphone di alta gamma potentissime ed ormai non hanno più nulla da invidiare alle reflex migliori. Certo, mirrorless e reflex rimangono la scelta migliore se si vuole scattare fotografie da stampare a grandi dimensioni, ma se siete dei patiti di Social Network e volete mostrare ai vostri amici le foto delle vostre vacanze, un ottimo smartphone sarà la scelta migliore! Pratico, comodo e con ottime capacità, presenta la ricetta migliore.

Lo smartphone permette di avere sempre pronta una macchina fotografica, che permette a tutti di scattare fotografie, anche di buona qualità, se non ottima con gli smartphone di alta gamma. Forse, in fondo, è vero che gli smartphone possono togliere una fetta di mercato alle mirrorless ed alle reflex!

#10yearschallenge: SMS vs App di messaggistica

Pensate, il primo SMS risale al 3 dicembre del 1992 e fu inviato dall’ingenere britannico Neil Papworth da un computer ad un cellulare Vodafone. Curiosità: il messaggio diceva “MERRY CHRISTMAS“!

160 caratteri: l’era delle abbreviazioni

Non fu facile scegliere quanto dovessero essere lunghi gli SMS, anche perché era impossibile effettuare ricerche di mercato, dato che essi ancora non esistevano. Venne quindi decisa la lunghezza di 160 caratteri analizzando cartoline e comunicazioni aziendali (che mai erano più lunghe). Ma quei 160 caratteri, sono mai veramente bastati?

Dagli anni ’90 ai primi anni del secondo decennio del 2000, gli SMS sono stati i protagonisti della comunicazione fra cellulari. Con il limite di 160 caratteri, però, ci hanno obbligati a pensare oltre! È proprio questo il periodo nel quale nascono le abbreviazioni. I costi alti ed i pochi caratteri disponibili per comunicare, hanno fatto aguzzare l’ingegno ad adulti ed adolescenti di tutto il mondo! I messaggi hanno quindi iniziato ad assomigliare a dei codici cifrati, spesso quasi incomprensibili per i “comuni mortali” che non avevano sempre a che fare con le abbreviazioni.

Ma questo tempo durerà poco, il 2008 è vicino e con lui il completo ribaltamento delle carte in tavola.

Addio SMS, benvenute app di messaggistica

Come per tante altre cose (vi abbiamo già parlato del Bluetooth e di Adobe Flash Player) l’avvento degli smartphone ha cambiato il corso della storia. Non cambia per gli SMS. È nel 2009, con la nascita della prima app di messaggistica, che gli SMS iniziano a diventare “fuori moda”.

Con l’arrivo di Whatsapp negli store di tutti gli smartphone, cambia il modo di comunicare. Emoji, messaggi senza limiti (del resto basta una connessione ad internet e non c’è limite di caratteri), per poi proseguire verso i messaggi audio, le gif ed ora gli stickers. Dal 2009 in avanti, è tutto cambiato. Non c’è più limite alla fantasia. Con l’avvento di queste app, nel 2011 arriverà iMessage per iOS e nel 2013 Telegram, cambia il nostro modo di vedere la comunicazione, che ora non ha più limiti. Non solo, cambia anche il modo di proporsi delle aziende di comunicazione. Non servono più promozioni ricche di SMS e minuti per le chiamate, servono i GB per i Social Network e per le Chat.

Con il rilascio di queste app di comunicazione, il nostro modo di comunicare cambia radicalmente. Basta un’immagine per esprimere un pensiero (altro che bluetooth, ora possiamo inviare tutto a distanza di chilometri!), una piccola emoji ci salva dal dover scrivere un’intera parola (provate le nuove tastiere, scrivendo “pizza” vi consiglieranno l’emoji corrispondente ?… comodo, no?) e non siamo più obbligati a scrivere in modo quasi incomprensibile (anche se c’è chi non ha ancora abbandonato le abbreviazioni più folli! Ma Tiziano Ferro insegna, anche “xdono” può essere un ottimo titolo… nei primi anni 2000, ma sorvoliamo…).

Domandone, ve lo ricordate Messanger?

Eh si, perché affianco agli SMS, quando ancora gli smartphone non avevano visto la luce, c’era il nostro caro e vecchio amico MSN Messanger. Pochi erano i cellulari a supportarlo, e comunque parliamo dei modelli intorno al 2006-2007, quindi i primi che aprirono la strada verso gli smartphone, eppure, MSN Messanger era un cult degli adolescenti di quel periodo, che tornavano a casa di tutta fretta per poter aprire il loro programma di Chat e poter parlare con amici da tutta Italia, mandando quelle che altro non erano che le prime emoji e le prime gif, che poi diventeranno le protagoniste assolute degli smartphone. Una delle cose più interessanti, che forse non tutti sanno, e che, smanettando un po’, era possibile sostituire una lettera (o una determinata sequenza di lettere) con una di queste emoji (eh si, proprio quello che ora fanno le “nuovissime ed ultramoderne” tastiere!); era quindi possibile scrivere intere conversazioni glitterate ed in movimento. Uno sclero per chi riceveva il messaggio, però non cambiava così tanto dalle abbreviazioni e dalle emoji moderne, no?

Whatsapp, e così Telegram, hanno imparato molto da MSN Messanger. Le foto profilo? C’erano! “Info“? C’era, e potevi scriversi dei poemi, tanto c’era spazio e nella visualizzazione su pc andava a capo (anche sui cellulari che lo supportavano, quindi, su questo, Whastapp è un po’ indietro)! I gruppi? Regnava il caos esattamente come oggi, ma bastava mandare un “trillo” per sistemare tutto. GliStati“? Okay, questi non c’erano, ma in fondo, chi li guarda veramente?

Un cambiamento non così netto

In un certo senso, quindi, tutte quelle novità che ci sembrano stupende e fuori dal mondo, non sono altro che un ripetersi del tempo, un vero e proprio ripescaggio dal passato, che ci insegna come tutto si ripete, nulla si perde e tutto torna! In fondo, tutti, hanno sempre desiderato comunicare liberi e senza limiti, nè di caratteri nè di contenuti. Gli SMS, che oggi vedono un momento di stallo e di quasi inutilizzo, soprattutto dalle nuove generazioni, un tempo potevano regnare indisturbati, se non per quando si era a casa e si poteva usare MSN Messanger (per cui bastava una mail), ora hanno dei nemici giurati, che regnano fuori casa ed in casa. Sarà dura sopravvivere per gli SMS? Fra 10 anni, potremo ancora parlarvi di loro al presente, o saremo costretti a guardarci indietro? Difficile da dire, ma per come le app di messaggistica regnano sovrane, probabilmente l’addio è vicino.

#10yearschallenge: addio Adobe Flash Player

Era già scritto da anni, nel destino del Flash Player di casa Adobe. La chiusura ufficiale del progetto avverrà nel 2020 ed era ormai inevitabile.

Un player destinato all’oblio

Ricordo, da ragazzina, di averlo odiato con tutta me stessa. Era pazzesco come, ogni qualvolta che dovessi aprire una pagina web, essa mi chiedesse l’aggiornamento di Adobe Flash Player. Dubito che ne uscisse una versione nuova ogni settimana, ma per me, sembrava impossibile risolvere questo problema. Ma questa, anche se forse comune a molti, è un’altra storia. Il vero problema di Adobe Flash Player, è la difficoltà di proteggersi dal mondo esterno.

Sono stanti tanti, negli anni, i malware che hanno sfruttato la nomina di Flash Player come software sicuro, per intrufolarsi nei pc degli ignari utilizzatori che aggiornavano in continuazione. Attraverso finti aggiornamenti, e finti siti web di Adobe, diversi malware hanno potuto attaccare, in quasi totale libertà, i pc di milioni di persone in tutto il mondo. Proprio per questo, nonostante Adobe le abbia tentate tutte fino alla fine, Flash Player è un progetto con una data di scadenza, ormai tremendamente vicina.

Da chi è iniziato questo abbandono? Indovinate un po’, proprio dagli smartphone. Sorpresi? È dal 2012 che i dispositivi mobili hanno iniziato a non supportare più il lettore Flash Player: dall’iPhone ai Lumia, dai Galaxy agli Xperia, in poco tempo, tutti hanno messo da parte il software Adobe.

Una fine annunciata?

Per creare siti web, Adobe Flash (che appunto richiedeva poi Adobe Flash Player) era favorito fra i codici, poichè più immediato e più adatto a siti web ricchi di immagini e video. Ma non solo, oltre 20.000 app per iOS ed Android sono state progettate con Adobe Flash. Eppure, la sua vulnerabilità, lo ha reso un progetto a vita breve. Nato nel 1996, è riuscito a sopravvivere nella giungla del web per oltre 20 anni, e di sicuro qualche merito glielo dobbiamo riconoscere.

Dopo l’abbandono da parte degli smartphone, sono i Browser più famosi ed utilizzati a chiudere i rapporti con Adobe Flash Player. Ha iniziato Mozilla, eliminando il supporto al player per il suo browser Mozilla Firefox nel 2018. Subito dopo, anche Apple con Safari, Google con Chrome e Microsoft con Internet Explorer, hanno preso la dura decisione di avviare un percorso verso la chiusura totale dei rapporti con Adobe Flash.

Prima ancora che Adobe potesse dichiararne la morte, il corpo di Adobe Flash era già freddo, ed il riconoscimento da parte degli “amici” era già stato fatto. Un duro colpo per Adobe, che negli anni ha creduto nel progetto ed ha fatto i salti mortali per portarlo avanti. Purtroppo, la vulnerabilità, l’abbandono da parte dei dispositivi mobili e degli sviluppatori di browser, hanno segnato la fine di un’epoca.

Da Adobe Flash ad HTML5

La stessa Adobe ha fatto un passo indietro, con l’annuncio della chiusura del progetto Abode Flash, consigliando agli sviluppatori di passare al nuovo sistema HTML5. Il nuovo linguaggio di markup, infatti, è universale, può essere letto da ogni dispositivo, non ha bisogno di un player, ed è meno propenso ai malware diretti.

Per quanto dispiaccia, Adobe Flash era forse un progetto già nato con le ore contate, i malware, la difficoltà di renderlo universale e perfetto per tutti e l’utilizzo smisurato per creare pubblicità (che lo hanno quindi fatto apparire come un “nemico” per l’utilizzatore medio del web), hanno lentamente ucciso questo progetto, portandolo a morire ufficialmente nel 2020. Un addio doloroso per gli appassionati, che di sicuro porterà dei cambiamenti nel web!

#10yearschallenge: il Bluetooth

La tecnologia Bluetooth nasce negli ultimi anni del secolo scorso e da allora è sempre stata una tecnologia fondamentale per la comunicazione e per lo scambio di file. Oggi, però, con gli smartphone a dominare il mercato globale di cellulari, la tecnologia Bluetooth ha visto il suo futuro cambiare.

Primi anni 2000, gli infrarossi lasciano spazio al Bluetooth

Il Bluetooth è stato fondamentale nella vita di ogni adolescente dei primi anni 2000. Una manna dal cielo che ha permesso lo scambio di file musicali, immagini e brevi video. Inizialmente, con i primi cellulari, lo scambio di questi file, pesanti per gli MMS classici (un’altra tecnologia ormai obsoleta, ma ne parleremo un’altra volta), era permesso solo dagli infrarossi. Solo i più pazienti, però, riuscivano a scambiarsi i file con questa tecnologia. Ci volevano tempo e precisione. Dovevi tenere i due cellulari accanto, nel punto preciso di uscita degli infrarossi, e sperare che lo scambio di file avvenisse con successo. Purtroppo, il più delle volte, bisognava ripetere tutto da capo, perché bastava poco, ed intendo pochissimo, per bloccare lo scambio di file. Un minimo movimento e l’immagine con protagonista il Gatto Silvestro ed un cuore (ovviamente glitterato), non effettuava il passaggio. Insomma, lo scambio di file, anche se piccoli, con gli infrarossi, era un incubo.

Con l’avvento del Bluetooth sui cellulari, tutto cambiò. Finalmente, lo scambio di file fra diversi cellulari, è possibile, con molta più tranquillità e semplicità! I due cellulari non devono più toccarsi, e lo scambio può avvenire fra due persone distanti anche un metro. Agli adolescenti di quel periodo, parve folle, ma comunque, salvò diversi momenti di panico. Era finalmente possibile scambiare più file contemporaneamente e file più grandi, come canzoni vere e proprie, che diventano le protagoniste assolute di questo periodo.

Il Bluetooth, in poche parole, ha reso la nostra vita più semplice, soprattutto nella vita di tutti i giorni. Essendo una tecnologia adatta ad ogni dispositivo, ha preso piede in breve tempo, diventando nel giro di vent’anni, la protagonista assoluta di questa scena. In contemporanea ai cellulari con il Bluetooth, arrivarono le radio con esso. Permettevano non solo di ascoltare la propria musica, ma soprattutto di rispondere alle chiamate, e dato il divieto, sempre più stretto, dell’utilizzo dei cellulari alla guida, queste radio hanno preso velocemente il posto di quelle più obsolete. Il Bluetooth, riesce quindi anche a salvare delle vite, se usato nel modo corretto. Ma ci credete?

Benvenuti smartphone, scusaci, amico Bluetooth

È nel 2008, con l’avvento sul mercato del primo iPhone, che il Bluetooth necessita di una nuova vita. Al contrario di tutti gli altri cellulari, e degli smartphone di altre marche, l’iPhone non accetta lo scambio di file, attraverso Bluetooth, da parte di altri marchi. Il panico. I possessori di iPhone sono felici così, gli va bene uguale, faranno a meno di scambiarsi i file con gli amici. Gli amici, che lentamente iniziano a cambiare i loro vecchi cellulari con degli smartphone Android e Windows Phone, prendono in giro i primi, per la loro impossibilità di scambiarsi i file con il resto del mondo. È una guerra, che terminerà con il Bluetooth perdente.

No, non voglio essere così drammatica, il Bluetooth non ha perso, per nulla, è sempre un amico fedele dei nostri smartphone, possiamo però dire, che il suo utilizzo è completamente cambiato. Con gli smartphone, prendono piede tutte quelle chat che viaggiano su Internet e che permettono quindi lo scambio infinito di messaggi e di file. Si, sto proprio parlando di Whatsapp, Telegram e dei loro amichetti.

Queste app prendono il sopravvento, lasciando da parte il Bluetooth, che però diventa il Re delle comunicazioni fra dispositivi. Eh si, perché esso è, e probabilmente sempre sarà, una tecnologia universale, che può essere utilizzata su ogni dispositivo privo di una connessione ad Internet.

Vi siete comprati la nuova soundbar ed il subwoofer e volete testarla con lo smartphone? Indovinate, potete farlo anche con il Bluetooth! Grazie al Bluetooth, in un futuro non troppo lontano, potremo probabilmente dire addio a tutti i cavi che girano per casa! Pensate alle nuove cuffiette della Apple, le AirPods, comunicano con l’iPhone proprio grazie alla tecnologia Bluetooth, che probabilmente non verrà mai abbandonata, nemmeno con l’utilizzo sempre più frequente delle linee Wi-Fi. Al contrario, le due tecnologie, spesso collaborano insieme, come nel caso di AirDrop, un servizio che permette lo scambio di file fra due dispositivi Apple.

In dieci anni, un cambio radicale

Oggi, con la possibilità di trasferire file di ogni genere attraverso le app di messaggistica, e file più grandi attraverso le mail ed i servizi di Cloud, il Bluetooth ha lentamente perso la sua utilità, ma rimane al centro dello scambio di informazioni fra diversi dispositivi, per esempio radio e smartphone, dove è diventato Re Indiscusso. Insomma, gli è stata lievemente cambiata la mansione, ma, anche se oggi è scontata la sua presenza negli smartphone, viene espressamente richiesta per gli altri dispositivi. Che lo si voglia o meno, il Bluetooth è una delle invenzioni tecnologiche più importanti del secolo scorso, e nessuno può più farne a meno!